Anello Grignetta EE (17 km – 2000 m D+)
Rongio – Baitello di Manavello (1070 m) – zucco Portorella (EE) – rifugio Rosalba (1730 m) – sentiero Cecilia (EE) – vetta Grigna meridionale (2184 m) – canalino Federazione (EE) – bocchetta del Giardino – buco di Grigna – rifugio Elisa (1515 m) – Rongio. Attenzione: sentieri impegnativi con lunghi tratti attrezzati, solo per esperti!
Periodo: Agosto 2025
Partenza: Rongio (frazione di Mandello del Lario)
Distanza: 17 km
Dislivello: 2000 m
Acqua: fontane solo nella parte iniziale e finale, si può acquistare nei rifugi
GPX (clic dx, salva link con nome)
“Vorrei un giro poco corribile” sono state le parole esatte del Tony, che si è infortunato e non riesce più a trottare come un tempo. E quale montagna può esaudire il suo desiderio meglio della tecnicissima Grignetta?
Sono sempre stata fan del versante orientale delle Grigne, quello più duro e meno frequentato: silenzio, ombra (almeno al mattino), camosci e vista spaziale sul lago di Como ripagano abbondantemente della fatica chi si avventura da queste parti. Senza dubbi di sorta fisso dunque la partenza a Rongio, frazione di Mandello del Lario, dove si trova abbastanza facilmente parcheggio intorno al campetto da calcio.

La prima tappa è lo zucco di Manavello, dove si trova l’omonimo bivacco: dal parcheggio percorriamo brevemente la strada in salita fino a trovare le indicazioni da seguire, ignorando il sentiero verso sinistra per il rifugio Elisa da cui invece torneremo tra qualche ora. La salita per il baitello di Manavello è un vertical di cattiveria rara, la cui pendenza estrema è solo in parte addolcita dalla vista che si apre via via sul lago da una parte e sulle Grigne dall’altra.

Con i polpacci in fiamme arranco dietro al Tony, che avrà pure smesso di correre ma in salita va sempre come uno stambecco, e finalmente raggiungiamo il baitello.

Se il sentiero fino a qui è stato ripido ma di grado escursionistico, quello che ci porterà allo zucco Portorella e infine al Rosalba è classificato come EE e rappresenta a mio avviso la parte più selvaggia di tutto il giro.

Le recenti piogge e la scarsa frequentazione – almeno da parte degli umani: i camosci la fanno invece da padroni – hanno reso il sentiero piuttosto instabile. Ce la vediamo brutta, in particolare, quando un sasso delle dimensioni di un piccolo camoscio si stacca da sotto i piedi del Tony, mi passa accanto e va a schiantarsi a fondovalle.

Da quando si comincia a vedere il rifugio a quando effettivamente ci si arriva passa parecchio tempo. Il sentiero è talvolta coperto dall’erba alta, talvolta esposto su un ripido pendio, talvolta entrambe le cose. Ci godiamo con calma, camminando, questo bel traverso con vista sulle caratteristiche guglie della Grignetta, sempre accompagnati dai camosci.
Dal Rosalba (1730 m) seguiamo le indicazioni per il sentiero Cecilia, una delle più popolari vie attrezzate per la cima della Grignetta (o Grigna meridionale). Il Cecilia coincide con un tratto dell’alta via delle Grigne – le indicazioni dell’uno e dell’altra si alternano e vanno seguite da qui alla vetta come se fossero la stessa cosa.

A proposito del Cecilia, se non avete familiarità, troverete in rete mille relazioni dettagliate. Quello che mi sento di dire è che si tratta di un sentiero attrezzato di media difficoltà, sempre in buone condizioni per via del passaggio frequente, ma capace di mettere in difficoltà chi non lo conosce per la friabilità della roccia e per le mille tracce (anche segnate con bolli e ometti) che si diramano verso le vie di arrampicata.
Il sentiero Cecilia non è mai troppo franoso né eccessivamente esposto. Spesso dovrete utilizzare le catene, distribuite con generosità, per salire o scendere dentro caminetti o per percorrere cenge ben definite: se vi ritrovate su ghiaioni che franano o in punti esposti ma non attrezzati, è probabile che abbiate sbagliato strada ed è consigliabile tornare indietro. I bolli, a differenza delle catene, sono pochi e sbiaditi, ma ci sono.

Lungo il percorso incontriamo Gianluca, fedele lettore di Trail Rings, e Lorenzo detto Cugino. Gianluca ha percorso questo sentiero di recente e più di una volta sfrutto la sua fresca esperienza per capire da che parte andare – sono anni che non frequento il Cecilia e devo ammettere che ci ho un po’ perso la mano. Arriviamo insieme a loro al punto in cui il sentiero Cecilia sbuca sulla Cermenati, la via più diretta dai piani Resinelli alla Grignetta, che seguiamo per qualche centinaio di metri fino in vetta.

In cima alla Grignetta scintilla il bivacco Ferrario, affollato come sempre. Ci fermiamo per una meritata pausa, dopo quasi duemila metri di dislivello, e per le foto di rito.

Ci separiamo ora da Gianluca e Cugino, che scenderanno da un’altra bellissima cresta della Grignetta, la Sinigaglia, mentre Tony e io ci apprestiamo a scendere dal ripido canalino Federazione, sempre seguendo l’alta via delle Grigne e, per un breve tratto, la cosiddetta “traversata alta”.

Questo tratto è breve, ma è quello più tecnico di tutto il giro, adatto solo a chi si muove agilmente su questo tipo di terreno. Alla fine del canale raggiungiamo la bocchetta del Giardino (2004 m), che si apre sulla selvaggia val Scarettone alla nostra sinistra, e proseguiamo in discesa a destra verso il cosiddetto Buco di Grigna (1803 m).
Abbandoniamo ora l’alta via delle Grigne: le indicazioni da seguire sono quelle per il sentiero 14 e il rifugio Elisa. La discesa non è banale – non so se il sentiero sia classificato come escursionistico o per esperti, ma di sicuro è molto scivoloso e ripido. Nonostante l’ultimo temporale risalga ormai a due giorni fa, troviamo ancora mucchi di chicchi di grandine di dimensioni interessanti.
Raggiungiamo infine il rifugio Elisa e, da qui, diventa tutto facile.

A Rongio manca ancora qualche chilometro e il Tony si dichiara disposto a corricchiare, pur di arrivare il prima possibile al momento clou di ogni giro: la birretta finale! Seguiamo il noioso ma facile sentiero 14 in direzione Rongio e perdiamo quota avvicinandoci sempre più al torrente che sentiamo scrosciare a fondovalle. Lo attraversiamo un paio di volte, senza ulteriori difficoltà a parte la sete, prima di raggiungere finalmente il paese.



































